Per le nostre nonne il corredo era una cosa seria. Si cominciava a prepararlo quando le figlie erano ancora bambine, pezzo dopo pezzo, anno dopo anno. Lenzuola, tovaglie, asciugamani, camicie da notte: tutto ricamato, tutto pensato per durare una vita, e spesso di più.
Perché era così importante
Il corredo era un investimento. In un'epoca in cui i tessuti costavano molto, una biancheria di qualità era un patrimonio da tramandare. Ed era anche un gesto d'amore: una madre che preparava, con anni di anticipo, la casa futura della figlia.
Cosa è cambiato
Oggi non si aspetta più il matrimonio per mettere su casa. Si va a vivere da soli, si convive, ci si trasferisce per lavoro. Il corredo non ha più un'unica occasione, e non è più solo "per la sposa". È diventato qualcosa di più libero.
Cosa è rimasto
L'idea di fondo, però, non è mai stata così attuale: scegliere poche cose, ma buone, destinate a durare. In un'epoca di acquisti veloci e usa e getta, il corredo è una forma di consumo consapevole ante litteram.
Il corredo essenziale, oggi
Per un letto matrimoniale non servono pile di lenzuola. Bastano tre set completi: uno in uso, uno a lavare, uno di scorta. Meglio ancora se in due materiali diversi, per esempio un percalle fresco per l'estate e una canapa o un raso per l'inverno. Per il bagno, tre set di asciugamani per persona, più un paio di set per gli ospiti. A questo puoi aggiungere un plaid e qualche federa di un colore diverso, per cambiare atmosfera con la stagione.
Un corredo che si costruisce
Il bello del corredo moderno è che non va comprato tutto insieme. Si può costruire nel tempo, aggiungendo un pezzo a ogni occasione: un compleanno, un trasloco, un anniversario. Magari con le iniziali ricamate, per tornare alla tradizione quel tanto che basta.